Cosa sono i probiotici e a cosa servono

16/06/2015

Regolano la funzione intestinale, fanno bene alla pelle e sono utili persino in gravidanza. Ma ora più di uno studio dimostra che l'integrazione con probiotici può ridurre la durata delle infezioni respiratorie alte, come ad esempio il raffreddore.

Ecco le informazioni su cosa sono i probiotici, come sceglierli, come e quando assumerli e quali benefici apportano secondo le ultime evidenze scientifiche:

COSA SONO I PROBIOTICI

Sono batteri dello stesso tipo di quelli che abitano normalmente nel nostro intestino e che costituiscono la naturale flora “buona” intestinale. Questi prodotti possono includere una o più specie di batteri, più spesso Lactobacilli e/o Bifidobacterium per lo più in associazione con altri batteri, componenti della normale flora intestinale o, meno frequentemente, con lieviti come il Saccaromyces. I preparati commerciali contenenti probiotici possono consistere di uno o più ceppi o generi batterici e sono disponibili in capsule, polveri liofilizzate o contenuti in yogurt o latte fermentato. I probiotici, infatti, trovano un habitat ideale nei derivati del latte, quindi normalmente li troviamo nei prodotti lattiero-caseari. Questo perché la maggior parte dei probiotici sono dei lactobacilli che quindi fermentano il lattosio (lo zucchero del latte) producendo acido lattico. Nelle farmacie, nei supermercati e nei negozi specializzati si trovano anche farmaci e alimenti come yogurt, formaggi e latti fermentati, contenenti uno o più probiotici vivi.

I PROBIOTICI VEGETALI

Anche chi soffre di intolleranze o allergie ai derivati del latte potrà godere degli effetti benefici dei fermenti lattici vivi sull’intestino grazie ai vegetali arricchiti con batteri lattici probiotici. I vegetali probiotici, messi a punto dall’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Consiglio nazionale delle ricerche (Ispa-Cnr) di Bari e da due aziende (Copaim Spa e Chiavicella Spa), sono verdure che esteticamente non hanno nulla di diverso da quelle “classiche”, semplicemente si ottengono attraverso un processo che permette di rivestire la loro superficie con uno strato di batteri benefici opportunamente selezionati, appartenenti alla specie Lactobacillus paracasei: i vegetali così arricchiti veicolano nell’intestino microorganismi probiotici vitali.

 

I BENEFICI SULLE INFEZIONI RESPIRATORIE

L’integrazione con probiotici riduce la durata delle infezioni respiratorie alte, come ad esempio il raffreddore, negli studenti. Lo dice uno studio inglese condotto all’Università del New Jersey e pubblicato su British Journal of Nutrition. La ricerca ha preso in esame 198 studenti di college che vivono nelle residenze universitarie presso l’Università statale di Framingham. Per 12 settimane 101 di loro hanno assunto ogni giorno una polvere contenente probiotici, 97 un semplice placebo. Lo studio dimostra che l’assunzione regolare di probiotici influisce sulla durata e sulla severità dei sintomi nei giovani che hanno avuto infezioni delle vie respiratorie alte. La durata media degli episodi infettivi è risultata significativamente ridotta fino a due giorni e l’intensità dei sintomi è risultata più bassa fino al 34 per cento in quanti hanno assunto probiotici rispetto ai pari età di controllo. Anche uno studio italiano uscito sul Journal of Clinical Gastroenterology dimostra che l’uso costante di probiotici riduce la probabilità di ammalarsi di malattie respiratorie. E un’altra ricerca pubblicata dalla rivista American Family Physician indica che i probiotici diminuiscono gli effetti collaterali delle cure con antibiotici migliorandone la tollerabilità.

I BENEFICI PER IL COLON E L’APPARATO INTESTINALE

I probiotici possono alleviare i sintomi della sindrome del colon irritabile e favorire i giusti equilibri intestinali. Aiutano, infatti, a prevenire gonfiori intestinali e stitichezza. Sono stati pubblicati oltre 30 trial clinici randomizzati e controllati sull’efficacia dei probiotici nella sindrome del colon irritabile e quattro meta-analisi sistematiche ne hanno valutato i risultati. Le meta-analisi sono oggi considerate il gold standard di riferimento nel determinare linee guida per le singole patologie. La maggior parte dei trial sui probiotici hanno valutato il miglioramento del dolore/tensione addominale come endpoint primario o secondario, con un effetto positivo rispetto al placebo in 20 dei 34 studi valutati. Il maggior numero di effetti positivi riguardano gli studi che hanno utilizzato i bifidobatteri quali probiotici, superiori anche rispetto ai lattobacilli e che, inoltre, mostrano di possedere un’azione di tipo immunoregolatrice.

ANTI-COLESTEROLO

Secondo i ricercatori della McGill University di Montreal (Canada), i probiotici forniscono un contributo anche alla riduzione dei grassi pericolosi per il cuore: due dosi al giorno di Lactobacillus reuteri, batteri normalmente presenti nell'intestino, abbassano il colesterolo cattivo dell'11,6%, gli esteri del 6,3 % e gli acidi grassi saturi del colesterolo dell'8,8%.

I BENEFICI IN GRAVIDANZA

Uno studio condotto presso l’Università finlandese di Turku e pubblicato sul British Journal of Nutrition ha dimostrato come l’uso di probiotici durante la gravidanza possa ridurre il rischio di diabete gestazionale. I benefici si trasmettono anche al feto che si sviluppa meglio permettendo il parto di un bambino con peso adeguato. Lo studio, durato due anni, ha coinvolto oltre 200 donne in gravidanza e ha mostrato come il rischio di diabete gestazionale sia stato ridotto con l’assunzione di probiotici: 13% di casi contro il 36% di casi nelle donne trattate con un placebo.

I BENEFICI PER LA PELLE

Recenti studi hanno dimostrato che i probiotici contribuiscono significativamente a ripristinare i livelli dei batteri “buoni” per un migliore stato della cute. Ecco perché contro l'acne, l'invecchiamento cutaneo e le irritazioni, i cosiddetti “batteri amici” sono aggiunti a creme e sieri delle migliori marche. Indicati per pelli sensibili e disidratate leniscono e regolano l'equilibrio batterico dell'epidermide. Altre evidenze scientifiche hanno dimostrato che i probiotici possono migliorare la dermatite atopica, ma cominciano ad essere utilizzati anche come approccio terapeutico per l'acne o la forfora.

COME SCEGLIERE IL PROBIOTICO GIUSTO Le proprietà probiotiche sono "ceppo-specifiche": questo significa che ogni ceppo ha le proprie caratteristiche. Per esempio, il bifidobacterium aiuta a contattare i batteri nocivi dell'intestino; il lactobacillus acidophulos è un immunostimolante e combatte i batteri che provocano la cistite; il lactobacilus casei è ottimo in caso di diarrea e nei bambini; il lactobacillus johnsoni LA1 aiuta a stimolare il sistema di difesa dell'intestino e il sistema immunitario; il lactobacillus rhamnosus LGG aiuta a prevenire e ridurre le infezioni di rhotavirus, che provocano dissenteria. In linea di massima, meglio optare per i probiotici polivalenti che contengono 8-9 ceppi batterici differenti. In questo modo si ha la certezza di integrare i microorganismi mancanti e che quelli non idonei saranno "repressi" dalla propria flora batterica intestinale. Attenzione ai probiotici comprati al supermercato. Secondo un’indagine di Altroconsumo, contengono più zucchero che principio attivo e soprattutto non hanno l'efficacia promessa.

COME VANNO ASSUNTI

Perché siano efficaci, i probiotici devono raggiungere indenni l'intestino crasso. Poiché tutti i batteri subiscono negativamente l'azione acida dei succhi gastrici, è consigliabile assumerli esclusivamente a stomaco vuoto. In questo modo si ha la certezza che il pH dello stomaco inciderà il meno possibile sul percorso dei batteri tra la bocca ed il colon.

PER QUANTO TEMPO

 Perché ci sia un effetto concreto, vanno assunti per almeno 3-4 settimane in quantità di circa un miliardo di microorganismi al giorno (leggere etichetta del probiotico). Assumendoli per un intervallo di tempo più breve, la quota di microorganismi che andrebbe a raggiungere il colon potrebbe non essere sufficientemente elevata.